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  giannotta  
  Nel 1998

Biotech U.S.A.

 

Anni luce intercorrono tra USA ed Europa.

   La padronanza delle svariate tecnologie è tale da creare un divario abissale tra gli USA ed il resto del mondo.

   La presa di coscienza è già un successo in questo mondo popolato da presuntuosi ignoranti. Poiché basta così poco per arrivare davanti ad uno schermo; dovete sapere che chi vi trasmette certezze quasi sempre non sa quello che dice. Spesso gli esperti intervistati col "sorriso sotto i baffi" vi rassicurano con argomentazioni la cui reale concretezza è fatto di assoluta incoscienza.

   Sentire che "i cibi biologici" non sono sicuri adducendo puerili motivazioni non fa onore ad un professore che ha un elevato grado di autostima con un altrettanto elevato grado di pericolosità per la salute umana.

   Nono si può sapere tutto, non si può pretendere di sapere tutto, non si deve andare a contrattare col governo qualcosa di cui non si conosce l'essenza ed il motore centrale.

   Affermare davanti ai microfoni ed alle telecamere che "è stata avviata la sperimentazione sul campo" significa professare terribile e terrificante ignoranza. In Italia ci sono 277 sperimentazioni da anni avviate (notifiche B) e da anni operanti e non sono stati questi scienziati che hanno contrattato col governo Amato che hanno inciso minimamente sullo stato delle cose che erano attive da lungo tempo.

Come è possibile ignorare che esistono due tipi di notifiche?

Le notifiche C consentono la commercializzazione.

   Considerato il grado di confusione, cercherò umilmente di aiutarvi.

Non potrò dirvi tutto subito, ma vi prometto di interessarvi con argomentazioni che non verranno mai trattate, a causa dei razionali limiti, dai professori di turno coccolati dai "mass media".  

Biotech ed economia di mercato.

     Certo, l’applicazione della tecnologia del DNA ricombinante nel campo dell’agricoltura ha accentrato su di se isterismi e fanatismi che presto verranno travolti da nuove e più interessanti notizie gettate in pasto alla comunità con la sola finalità di incrementare e sostenere i nuovi record degli indici d’ascolto. Poiché io non voglio fare “audience” bensì informazione, mi accingo a sottoporvi nuove argomentazioni che vi renderanno più consapevoli e vi consentiranno d’utilizzare, nel caso malagurato od augurato di bisogno reale o indotto, molecole  prodotte dalla tecnologia ricombinante applicata al settore farmacologico.

   Devo subito tranquillizzarvi con alcune informazioni preliminari:

  •      Le multinazionali del settore farmacologico faranno di tutto per allungare la nostra vita.

  •      Entro il 2001 circa 270 nuovi farmaci di società Biotech arriveranno alla fase 3 che  in pratica precede la loro commercializzazione.

  •      Ci sono elevati margini di guadagno sui farmaci che arrivano fino al 30-40%.

  •      Arrivare al brevetto di un nuovo farmaco costa circa 600 milioni di dollari.

  •      Arrivare a commercializzare la stessa sostanza significa percorrere un iter che dura 8-11 anni.

  •      La mappa del genoma umano verrà utilizzata dalle varie industrie (farmaceutica, medicinale e biotecnologica) sfruttando prevalentemente, od esclusivamente, le malattie genetiche più frequenti: le forme rare non sono renumerative e verranno scartate a priori.

  •     Sopravviveranno egregiamente le società che hanno in cantiere numerosi farmaci collocati in diverse fasi della sperimentazione.

 

   Le opportunità economiche garantite dal settore Biotech (biotecnologico) sono molto elevate e si basano sulla forte prevalenza delle malattie croniche negli anziani che si incrementeranno parallelamente all’incremento della longevità. Altra linfa vitale deriverà dalla probabile terapia genica delle malattie genetiche più frequenti.

Ne consegue che:

l’industria farmacologica si augura che la vita si prolunghi quanto più possibile e che la stessa sia tempestata da una serie di malattie non letali, quindi, curabili con i presidi da essa prodotti.  

   Ci sono notizie confortanti in questo settore poiché le aspettative di vita stanno migliorando e si stima che la percentuale di ultra sessantacinquenni passerà dall’11% dell’anno 2000 al 15.5% dell’anno 2020 (degrado dell’ambiente permettendo). Insomma le prospettive sono rosee.

   Attualmente 550 società dei settori farmaceutico, biotecnologico e medicinale, capitalizzano circa 1.800 miliardi di dollari per anno. Tali cifre lieviteranno in futuro poiché la spesa per la salute aumenterà ed andrà a coprire vecchi e “nuovi bisogni di salute” con delle risorse economiche che nel campo sanitario sono per definizione “finite”. A sostenere questi “oneri sanitari” ci dovrebbe essere un’adeguata “forza lavoro” che al momento sembra essere mera utopia.

   D’altra parte, certi settori dell’industria farmaceutica hanno messo in atto pratiche che rasentano l’illegalità. Badate bene: queste sono le parole della ex Direttrice del prestigioso New England Journal, la “Bibbia” dell’industria farmaceutica mondiale. Marcia Angell ha iniziato la sua battaglia contro le Multinazionali e non ha tutti i torti. “Tali aziende ricevono soldi pubblici ed agevolazioni fiscali per finanziare ricerche i cui risultati verranno poi utilizzati in maniera commerciale guadagnando enormi profitti”. Le stesse aziende riescono ad incrementare annualmente il prezzo dei farmaci a dismisura e da esse non si possono aspettare controlli dei prezzi. Pare, inoltre, che per i farmaci di minor valore per la salute l’aggressività e la campagna di marketing siano più energiche e finalizzate al solito scopo: vendere al grande pubblico.  

Il dibattito attuale:

razionalità ed irrazionalità si fondono e si confondono. 

   Nel mio primo libro ho avuto modo di affermare che le tesi scientifiche sono spesso in antitesi con il “life style”. Inoltre, nella materia nutrizionale, avevano presa più facile gli energici disinformatori rispetto ai deboli e confusi pediatri. Come dire, l’ignoranza prevarica la cultura e l’assenza della cultura è fertile terreno per le pseudo-culture. Certo, non siamo migliorati più di tanto in questi pochi anni a dispetto delle possibilità reali di progresso. In sostanza,

  ci trasciniamo laddove gli altri volano.

   Continuando a non aver cognizione di giusta causa possiamo solo sperare di non essere travolti da eventi che dovremmo e potremmo dominare. Siamo certi di essere molto colti ed eruditi, ma in realtà, spesso, dietro questa parvenza d’intellettualità si nasconde la più bieca virtù: l’ignoranza. Fatto aggravante la nostra precaria posizione è “l’aver reso siffatta ignoranza celestiale virtù.

   Così la tecnologia del DNA ricombinante è iniziata trent’anni orsono e si evoluta mentre noi eravamo in beato letargo. È chiaro adesso che, in assenza di informazioni specifiche ed approfondite, non siamo in grado di tutelare il consumatore ne ci siamo preoccupati di farlo in precedenza. Per cui siamo entrati nel nuovo secolo e ci siamo resi conto che a nostra insaputa si è enormemente sviluppata una tecnologia “demoniaca che è maneggiata da gente spregiudicata e spezzante dei rischi ai quali teoricamente sottopone la popolazione mondiale.

Le cose stanno proprio così? 

   Direi di no: ci sentiamo deboli, siamo come i bambini che necessitano di protezione:

il ritorno al grembo materno di madre cultura ci potrà alimentare e crescere in salute.

Ora passate al Biotech europeo.

 

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