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Anni
luce intercorrono tra USA ed Europa.
La padronanza delle svariate tecnologie è tale da
creare un divario abissale tra gli USA ed il resto
del mondo.
La presa di
coscienza è già un successo in questo mondo popolato
da presuntuosi ignoranti. Poiché basta così poco per
arrivare davanti ad uno schermo; dovete sapere che
chi vi trasmette certezze quasi sempre non sa quello
che dice. Spesso gli esperti intervistati col
"sorriso sotto i baffi" vi rassicurano con
argomentazioni la cui reale concretezza è fatto di
assoluta incoscienza.
Sentire che "i
cibi biologici"
non sono sicuri adducendo puerili motivazioni non fa
onore ad un professore che ha un elevato grado di
autostima con un altrettanto elevato grado di
pericolosità per la salute umana.
Nono
si può sapere tutto, non si può pretendere di sapere
tutto, non si deve andare a contrattare col governo
qualcosa di cui non si conosce l'essenza ed il
motore centrale.
Affermare davanti ai microfoni ed alle telecamere
che "è stata avviata la sperimentazione sul campo"
significa professare terribile e terrificante
ignoranza. In Italia
ci sono 277 sperimentazioni da anni avviate
(notifiche B) e da anni operanti
e non sono stati questi scienziati che hanno
contrattato col governo Amato che hanno inciso
minimamente sullo stato delle cose che erano attive
da lungo tempo.
Come è
possibile ignorare che esistono due tipi di
notifiche?
Le
notifiche C consentono la commercializzazione.
Considerato
il grado di confusione, cercherò umilmente di
aiutarvi.
Non potrò dirvi tutto subito, ma vi prometto di
interessarvi con argomentazioni che non verranno mai
trattate, a causa dei razionali limiti, dai
professori di turno coccolati dai "mass media".
Biotech ed economia di mercato.
Certo, l’applicazione della
tecnologia del DNA ricombinante nel campo
dell’agricoltura ha accentrato su di se isterismi e
fanatismi che presto verranno travolti da nuove e
più interessanti notizie gettate in pasto alla
comunità con la sola finalità di incrementare e
sostenere i nuovi record degli indici d’ascolto.
Poiché io non voglio fare “audience”
bensì informazione, mi accingo a sottoporvi nuove
argomentazioni che vi renderanno più consapevoli e
vi consentiranno d’utilizzare, nel caso malagurato
od augurato di bisogno reale o indotto, molecole
prodotte dalla tecnologia ricombinante applicata al
settore farmacologico.
Devo subito tranquillizzarvi con alcune
informazioni preliminari:
-
Le
multinazionali del settore farmacologico faranno
di tutto per allungare la nostra vita.
-
Entro il 2001 circa 270 nuovi farmaci di
società Biotech arriveranno alla fase 3 che in
pratica precede la loro commercializzazione.
-
Ci sono elevati margini di
guadagno sui farmaci che arrivano fino al
30-40%.
-
La mappa del genoma umano verrà
utilizzata dalle varie industrie (farmaceutica,
medicinale e biotecnologica) sfruttando
prevalentemente, od esclusivamente, le malattie
genetiche più frequenti: le forme rare non sono
renumerative e verranno scartate a priori.
Le opportunità economiche garantite dal settore
Biotech (biotecnologico) sono molto elevate e si
basano sulla forte prevalenza delle malattie
croniche negli anziani che si incrementeranno
parallelamente all’incremento della longevità. Altra
linfa vitale deriverà dalla probabile terapia genica
delle malattie genetiche più frequenti.
Ne consegue che:
l’industria
farmacologica si augura che la vita si prolunghi
quanto più possibile e che la stessa sia tempestata
da una serie di malattie non letali, quindi,
curabili con i presidi da essa prodotti.
Ci sono notizie confortanti in questo settore
poiché le aspettative di vita stanno migliorando e
si stima che la percentuale di ultra
sessantacinquenni passerà dall’11% dell’anno 2000 al
15.5% dell’anno 2020 (degrado dell’ambiente
permettendo). Insomma le prospettive sono rosee.
Attualmente 550 società
dei settori farmaceutico, biotecnologico e
medicinale, capitalizzano circa 1.800
miliardi di dollari per anno. Tali cifre
lieviteranno in futuro poiché la spesa per la salute
aumenterà ed andrà a coprire vecchi e “nuovi
bisogni di salute” con delle risorse
economiche che nel campo sanitario sono per
definizione “finite”. A
sostenere questi “oneri sanitari” ci
dovrebbe essere un’adeguata “forza lavoro”
che al momento sembra essere mera utopia.
D’altra parte, certi settori dell’industria
farmaceutica hanno messo in atto pratiche che
rasentano l’illegalità. Badate bene: queste
sono le parole della ex Direttrice del prestigioso
New England Journal, la “Bibbia”
dell’industria farmaceutica mondiale.
Marcia Angell ha iniziato la sua
battaglia contro le Multinazionali e non ha tutti i
torti. “Tali aziende ricevono soldi pubblici ed
agevolazioni fiscali per finanziare ricerche i cui
risultati verranno poi utilizzati in maniera
commerciale guadagnando enormi profitti”. Le stesse
aziende riescono ad incrementare annualmente il
prezzo dei farmaci a dismisura e da esse non si
possono aspettare controlli dei prezzi. Pare,
inoltre, che per i farmaci di minor valore per la
salute l’aggressività e la campagna di marketing
siano più energiche e finalizzate al solito scopo:
vendere al
grande pubblico.
Il dibattito attuale:
razionalità ed irrazionalità si fondono e si
confondono.
Nel mio primo libro ho avuto modo di affermare
che le tesi scientifiche sono spesso in antitesi con
il “life style”. Inoltre, nella
materia nutrizionale, avevano presa più facile gli
energici disinformatori rispetto ai deboli e confusi
pediatri. Come dire, l’ignoranza prevarica la
cultura e l’assenza della cultura è fertile terreno
per le pseudo-culture. Certo, non siamo migliorati
più di tanto in questi pochi anni a dispetto delle
possibilità reali di progresso. In sostanza,
ci trasciniamo laddove gli altri volano.
Continuando a non aver cognizione di giusta causa
possiamo solo sperare di non essere travolti da
eventi che dovremmo e potremmo dominare. Siamo certi
di essere molto colti ed eruditi, ma in realtà,
spesso, dietro questa parvenza d’intellettualità si
nasconde la più bieca virtù: l’ignoranza.
Fatto aggravante la nostra precaria posizione è “l’aver
reso siffatta ignoranza celestiale virtù.
Così la tecnologia del DNA ricombinante è
iniziata trent’anni orsono e si evoluta mentre noi
eravamo in beato letargo. È chiaro adesso che, in
assenza di informazioni specifiche ed approfondite,
non siamo in grado di tutelare il consumatore ne ci
siamo preoccupati di farlo in precedenza. Per cui
siamo entrati nel nuovo secolo e ci siamo resi conto
che a nostra insaputa si è enormemente sviluppata
una tecnologia “demoniaca”
che è maneggiata da gente spregiudicata e spezzante
dei rischi ai quali teoricamente sottopone la
popolazione mondiale.
Le cose stanno
proprio così?
Direi di no: ci sentiamo deboli, siamo come
i bambini che necessitano di protezione:
il
ritorno al grembo materno di madre cultura ci potrà
alimentare e crescere in salute.
Ora passate al Biotech europeo. |