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Come ho riportato sul mio libro, la carne
contiene proteine ad elevato valore biologico,
caratteristica che la colloca in terza posizione
preceduta da uovo e
latte. La presenza di altri
importanti nutrienti dalla elevata
biodisponibilità la rende alimento sicuramente
prezioso. Essa è composta per il 75% da acqua,
per il 19% da proteine e per il 2.5% da lipidi
ed il rimanente da altre sostanze. La
composizione proteica delle fibre muscolare si
diversifica ed il contenuto in tessuto
connettivo varia in relazione a diversi fattori.
Un alimento con
proteine di questa categoria è un alimento
importante in campo nutrizionale. Tuttavia, come
per molti altri alimenti,
la bontà nutrizionale si associa ad una
miriade di potenziali ed attuali elementi
lesivi.
La sola
menzione delle vicende note al pubblico mette
allarme anche se non mi sento di escluderla
dall'alimentazione del lattante. Pur obbligato a
consigliarla, non posso tuttavia esimermi dal
riportate alcune vicende meritorie di attenta
analisi.
In linea col
nostro atteggiamento autolesionista, partiremo
da una vicenda che non ha trovato incriminati e
colpevoli che coerentemente con le nostre
caratteristiche d'italiani ha prodotto solo
ipotesi anche se, verosimilmente, qualcuno
conosceva a fondo i responsabili.
"A
Bergamo 350 bambini
nel 1977 tornarono a casa
col seno"
In una
popolazione scolastica italiana (età compresa
tra 3 e 13 anni) ci fu un'epidemia di
sviluppo precoce del
seno (ginecomastia nel maschio e
telarca nella femmina). La prevalenza della
tumefazione mammaria era dell'8% nella
popolazione generale mentre in questo caso era
notevolmente superiore seppur diversificata per
fasce d'età.
Lo
sviluppo della ghiandola mammaria è sotto il
controllo degli estrogeni.
Come dicevo prima, si è ipotizzato che la carne
consumata da questi soggetti nelle mense
scolastiche era stata contaminata da estrogeni
seppur mai fu dimostrata tale contaminazione.
Siamo capaci di
grandi ipotesi e deduzioni anche se volutamente
incapaci di dimostrazioni.
"In Porto Rico si
diventava presto adulti negli anni 80"
Negli anni 80 veniva segnalata in questa Nazione
la più alta incidenza mondiale di
anticipi e disturbi dello sviluppo puberale.
Anche in questo caso si ipotizzò un'associazione
del fenomeno col consumo di carne di pollame
contaminata da estrogeni. Poiché nello stesso
posto cerano diverse
industrie farmaceutiche si pensò,
anche, ad una probabile contaminazione
ambientale con estroprogestinici prodotti dalle
suddette industrie.
"In Italia si continua
l'opera del 77"
Sempre negli anni
80, venivano segnalati casi di pseudopubertà
precoce, verosimilmente, correlati
all'ingestione di estrogeni con le carni. Negli
stessi anni veniva dimostrata la presenza di DES
(dietilstilbestrolo) nelle
carni liofilizzate ed
omogeneizzate destinate
all'infanzia.
Quali sono le peculiarità del DES?
Esso è teratogeno
ed oncogeno per l'animale e per l'uomo.
Prima degli anni 70, alle
donne gravide con minaccia di aborto veniva
prescritto il DES. Negli anni 70 Herbst segnalò
che alcune figlie di queste donne in epoca
puberale sviluppavano un
adenocarcinoma vaginale.
I dati vennero confermati
in seguito.
A partire dagli anni 80 alle precedenti
segnalazioni si associò la scoperta che il DES
era tossico anche per l'apparato riproduttivo
maschile. Infatti, furono segnalati casi di
seminoma
in
figli di madri che avevano assunto il DES nella
rispettiva gravidanza.
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A dispetto ed in barba a questo corpo di
conoscenze
Nella carne omogeneizzata e liofilizzata
destinata all'infanzia furono riscontrati,
negli anni successivi alle segnalazioni,
elevate concentrazioni di DES.
Ancora una volta, la colpevole assenza degli
opportuni controlli ha prodotto grave
nocumento alla salute dell'infanzia.
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domanda? |
sono gli
stessi funzionari o i loro figliocci che
gestiscono il rischio per la salute? |
Ai nostri tempi tutto avviene in anticipo
L'anticipo dello sviluppo
puberale è ormai evento
generalizzato. I fattori determinanti possono
essere molteplici e vanno dalla contaminazione
ambientale ed alimentare, all'obesità, alle
mutate condizioni socioeconomiche.
Nella sezione
dedicata alle micotossine
si sottolinea la responsabilità della
micotossina zearalenone
dotata di attività estrogeno-simile. Comunque, è
verosimile che molteplici fattori operino
contemporaneamente od in successione sommando e
potenziando i loro effetti nel tempo.
Il fenomeno è quindi
globale ed interessa anche i bambini da me
seguiti.
Ad alcune
ragazzine succede un fenomeno strano:
si sviluppa temporaneamente il seno prima dei
sette anni per regredire in seguito quando
l'assunzione della carne cala drasticamente.
Come si può notare il tempo passa e nulla cambia
nel campo della tossicologia legata agli
alimenti. Le scoperte scientifiche sono
marginalizzate e la speculazione economica con
la correlata corruzione imperano a tutti i
livelli.
Un freno dovrà pur essere azionato.
In
attesa di buone novelle ritorniamo alla tematica
collegata con l'uso di steroidi anabolizzanti
negli allevamenti degli animali destinati
all'alimentazione umana.
Gli steroidi vengono usati in molte nazioni e
sono finalisticamente orientati ad accelerare la
crescita degli animali allevati con indubbi
vantaggi economici per gli allevatori. Nelle
nazioni suddette accanto a queste norme
permissive, che consentono il libero utilizzo
degli steroidi ammessi, prospera un "fiorente
mercato nero degli steroidi". Nel
mercato nero circolano soprattutto sostanze
ormonali proibite anche nei paesi dalla
legislazione permissiva.
Così, ormoni consentiti ed ormoni banditi
cooperano ad incrementare la mole dell'animale
ed il carico di steroidi che giunge all'uomo.
Nei paesi dove il loro uso è bandito nulla
esclude che siano utilizzati a causa dello
scadente sistema veterinario di controllo del "market
locale".
Per cui, il consumatore non è difeso da nessuna
organizzazione governativa.
Più che semplicistiche deduzioni, tali
affermazioni trovano riscontro nei vari rapporti
dell'UE (Unione Europea) che attualmente
combatte l'introduzione della carne americana
prodotta con l'uso d'auxinici di vario genere.
Negli USA, in America Latina e nell'Australia è
ammesso l'uso controllato degli steroidi
anabolizzanti ma il reale controllo è
deficitario.
La tentazione per gli allevatori deriva dal
fatto che tali sostanze sono in grado
d'incrementare la resa ponderale dell'animale di
un buon 20%. Tale azione è particolarmente
vantaggiosa nell'allevamento del vitello e del
pollame da carne.
Immaginate la faccia e la felicità
dell'allevatore che vede
crescere il suo animale a vista d'occhio.
Questi furbacchioni hanno fatto crescere
velocemente e maggiormente l'animale tenuto a
bagno ormonale ed hanno prodotto un danno ai
produttori di prosciutti. Infatti, durante la
stagionatura, il calo ponderale dei prosciutti
arrivava negli anni passati al 18% del peso
iniziale. Ora, siamo attorno al 27-29% e ciò è
correlato al maggior contenuto in acqua della
carne degli animali allevati intensivamente.
La carne prodotta così velocemente presenta
delle infiltrazioni grasse che ne riducono la
qualità.
Provate ad osservare una fetta di carne stesa
sulla griglia durante la cottura!
Nella tabella seguente vengono esposti i dati
relativi ad alcuni auxinici.
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Ormone
|
Tipo d'impianto
|
Specie animale
|
Tempi d'eliminazione
|
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Estradiolo
|
Sottocutaneo serbatoi in
lattice
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Tori,
mucche
e vitelli
|
|
|
Testosterone
|
Sottocutaneo
|
Mucche
|
|
|
Trembolone acetato
|
Sottocutaneo
|
Tori, mucche, suini
|
60
|
|
Zeranolo
|
Sottocutaneo
|
Conigli e vitelli
|
70
|
|
Dietilstilbestrolo (DES)
|
Sottocutaneo
somministrazione per via orale
|
Tori, mucche, vitelli,
agnelli e pollame
|
|
|
Dietilstilbestrolo (DES)
|
|
Tori e vitelli
|
90
|
|
Estradiolo + progesterone
|
|
|
90
|
L'uso degli anabolizzanti è particolarmente
redditizio negli allevamenti intensivi dei
vitelli e del pollame destinato ad essere
consumato come carne. Provate ad immaginare che
un allevatore di polli decida di somministrare
uno di questi ormoni ai suoi pulcini e che alla
fine della crescita decida, come è naturale che
decida, di macellare o far macellare tali polli.
Il macellaio da questo momento non subisce
controlli di qualità se non in casi assai
sporadici.
Può accadere qualcosa al bambino che mangia
questo pollo?
La
risposta non ve la do immediatamente, ma vi
invito a riflettere dopo aver verificato lo
schema seguente.
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ANNO 1985 |
TUTTO SENZA ORMONI |
ANNO 2000 |
| |
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|
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Erano
necessari
80 giorni
per
passare da un pulcino ad un pollo di 3 kg.
Venivano alimentati con sfarinati ed il
pulcino poteva diversificare la sua
alimentazione.
|
 |
Ora mangiano
cubetti di alimenti tutti uguali.
Bastano
45 giorni
per completare l'iter evolutivo da pulcino a
pollo di 3 kg.
|
Se questa
metamorfosi si è realizzata senza l'uso degli
steroidi anabolizzanti con essi si riesce ad
incrementare la resa ponderale ed il ritmo di
crescita degli animali.
I vantaggi
economici sono notevoli e derivano dal
dimezzamento del tempo di crescita e dalla
migliore resa ponderale.
Cosa succede se viene usato un ormone con un
tempo d'eliminazione di 90 gg?
Anche un bambino saprebbe rispondere.
Ritornando alla carne prodotta con l'ausilio
degli auxinici, sappiamo che l'atteggiamento
europeo ed americano è diversificato e le
condotte consequenziali sono oggetto di accesa
discussione e di embarghi alle importazioni.
Quindi, corre l'obbligo di riportare le
diversificate argomentazioni fornite dai
sostenitore delle due tesi antitetiche
relativamente all'uso di questi ormoni
stimolanti la crescita.
Un documento prodotto da "The National
Food Safety Database" articola una
serie di considerazioni che sono meritorie di
attenta valutazione.
Gli
ormoni
consentiti ed utilizzati dagli allevatori di
bestiame degli USA servono ad incrementare la
resa ponderale degli animali allevati i quali
utilizzano al meglio il pasto loro fornito. Il
risultato netto porta questi animali a crescere
più velocemente ed ad utilizzare meno cibo con
profonde ricadute sui costi di produzione.
Inoltre, l'uso degli ormoni riduce la quantità
di grasso presente nelle carni.
Sono ammessi sei ormoni: tre sono naturalmente
prodotti dagli organismi animali (estradiolo,
progesterone e testosterone), due sono
sintetici (trembolone acetato e melengestrolo
acetato) e l'ultimo (zeranolo) è
prodotto dalle piante naturalmente.
La FDA sostiene che con
l'uso di queste sostanze, secondo le regole
vigenti negli USA, non c'è d'aspettarsi alcun
tipo di effetto nocivo che incida sulla salute
del consumatore. Infatti, la quota residuale di
estradiolo in 500 grammi di carne
derivata da questi animali trattati con
lo stesso ormone è
15.000 volte inferiore alla quantità prodotta
giornalmente da un uomo e diversi milioni in
meno rispetto a quanto produce una donna
gravida.
Quindi, i consumatori possono non essere a
rischio se utilizzano la carne prodotta con
l'ausilio di questi tre ormoni naturali. La
stessa FDA afferma che se il contenuto residuale
ormonale è pari od inferiore all'1% della quota
prodotta dall'organismo umano giornalmente non
ci sono rischi per la salute del consumatore. Lo
stesso organismo afferma che un livello
residuale ormonale nella carne è soddisfacente
se ricade all'interno di questi valori:
|
Ormone
auxinico
|
Quantità ritenuta soddisfacente o non lesiva
|
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Estradiolo
|
120 parti
per trilione (ppt) pari a 120 parti per
1000 miliardi
|
|
Progesterone
|
3 parti
per bilione (ppb) pari a tre parti per
miliardo
|
|
Testosterone
|
600 parti
per trilione (ppt) pari a 600 parti per
1000 miliardi
|
|
Trembolone acetato
|
50 parti
per bilione (ppb) pari a 50 parte per
miliardo
|
|
Zeranolo
|
20 parti
per bilione (ppb) pari a 20 parte per
miliardo
|
Monitoraggio dei residui ormonali nella carne
Gli organi di controllo americani non
monitorizzano gli ormoni naturali poiché
ritengono improbabile che l'incrementata
esposizione umana a queste sostanze presenti
nella carne arrivi a tal punto da oltrepassare
il limite fissato come accettabile. Il Codex
Committee on Residues of Veterinary Drugs in
Food è arrivato alla conclusione che l'uso
degli ormoni naturali negli allevamenti del
bestiame da macello probabilmente non arreca
alcun danno alla salute umana. Le stesse
considerazioni sono estendibili agli ormoni
artificiali se usati conformemente alle
indicazioni. Si conclude così:
l'atteggiamento della UE è un fatto solo
politico
non basato su evidenze scientifiche.
L'UE ha bandito
l'uso degli auxinici nell'allevamento del
bestiame da carne e non consenta la libera
circolazione della carne prodotta con l'uso
degli steroidi anabolizzanti. È sostanzialmente
in conflitto con gli USA è ci sono valide
argomentazioni scientifiche che supportano un
simile atteggiamento prudenziale.
Tuttavia, verosimilmente, circola negli Stati
membri molta più carne proibita di quanta se ne
possa trovare nei mercati americani.
L'uso fraudolento di tanti ormoni è possibile a
causa della debolezza ed assoluta inefficienza
della rete di controlli operante sugli
allevamenti e sul market locale della carne.
Non sono andato a verificare cosa succede negli
altri Stati poiché ciò che succede in casa
nostra è ben oltre quello che succede altrove.
Una visita dei commissari europei fatta in
Sicilia, Lazio, Piemonte e Lombardia di recente
a messo a nudo le nostre insufficienze. Infatti,
le procedure di controllo veterinario della
carne e del bestiame da macello e diversificata
nelle diverse realtà regionali. La legge
italiana è in contrasto con le direttive europee
e delle deroghe parlamentari sono state
prodotte a dispetto del parere contrario
espresso dal Ministero della Sanità. Il
controllo veterinario e la supervisione spetta
ai veterinari delle ASL. Non ci sono Ispettori
preposti a vigilare assiduamente sull'operato
del servizio veterinario delle ASL il quale è
incapace di controllare la macellazione.
Pur esistendo un'organizzazione verticale,
l'intero sistema non è in grado di assicurare
l'uniforme applicazione della legislazione a
livello locale laddove
nessun controllo è operante a livello della
macellazione e di conseguenza nessuna traccia
rimane di ciò che accade localmente.
La
procedura di macellazione è scorretta
e
porge il fianco alla contaminazione microbica
con possibile nocumento alla salute del
consumatore. Non esiste una supervisione
veterinaria che sia in grado di controllare e
correggere la scorretta tecnica di macellazione.
La supervisione veterinaria si esercita "ante-mortem"
ed è su base ispettiva. Il deposito, il
trasporto e l'eliminazione del materiale di
scarto non sono efficacemente controllati.
Con la sola eccezione del settore legato alla
identificazione degli animali, tutto il resto
del sistema è un colabrodo.
In merito alla tracciabilità della
carne esistono importanti
deficienze.
Abbiam di che esser fieri.
Vicino a noi, in Slovenia, i controlli sono
praticamente inesistenti, le certificazioni
fraudolente sono la regola e non opera un
sistema di tracciabilità. In pratica, tutto è in
"deregulation".
Che dire poi della
storia della "mucca
pazza",
esiste tanto di quel materiale da far
impallidire qualsiasi studioso. Ma vi devo
ricordare che nel 1992 erano stati riscontrati
37301 casi di encefalopatia spongiforme bovina (BSE)
che sono arrivati a 175772 nel 1998. A tutti
questi casi noti vanno aggiunti quelli non
dichiarati e la quota di animali che giungono
quotidianamente sulla tavola degli ignari ed
indifesi consumatori.
In Portogallo i casi di BSE sono aumentati nel
1998 ed un traffico illegale di carne
proveniente dal Regno unito (UK) è stato
scoperto in Olanda nel 1997. Nell'anno
successivo in Belgio è stato scoperto un
deposito di carne congelata di 50 tonnellate
della stessa origine.
Una nuova variante di morbo di
Creutzfeldt-Jacobs si sta facendo strada.
quello che non c'è qui lo troverete nella
sezione dedicata alla BSE.
IL PARADOSSO: INEVITABILE SOLUZIONE
Gli strumenti in
possesso della UE consentono, nella migliore
delle ipotesi, di scoprire sempre e solo la
punta dell'iceberg.
Non c'è dubbio che, se le cose stanno come
dicono gli americani, e la realtà europea è
quella che lontanamente traspare, si
produrrebbero minor danni al consumatore se la
carne americana prodotta con l'aiuto degli
auxinici circolasse in modo controllato nella
UE.
Questa parvenza di "protezionismo
salubre" crea gravi danni alla salute del
consumatore poiché, per "la
legge della domanda e dell'offerta"
quello che è richiesto deve essere fornito a
qualsiasi costo. Considerato che la domanda
specifica è elevata e che l'offerta non può
essere che minimamente coperta dal mercato
locale, diventa ovvia la globalizzazione del
mercato della carne. Così gli allevamenti del
bestiame si ampliano e l'uso scorretto degli
auxinici prolifera nella certezza della mitezza
dell'azione repressiva e nella assoluta
inefficienza dell'azione preventiva.
Dalle aree tropicali e subtropicali, dopo il
taglio delle foreste sì da il via
all'allevamento intensivo del bestiame. Dai
Paesi dell'Est europeo arriva ed arriverà carne
prodotta con ormoni e pascoli per il momento
misteriosi densi comunque di inquinanti
estremamente pericolosi.
Dall'astuto mercato interno deriva carne di
qualsiasi tipo senza che nessuno possa
esattamente e con coscienza controllare la
catena alimentare e la reale provenienza del
prodotto.
Il
problema "diossina" non è per nulla
svanito e marcia assieme alla carne.
Poiché voglio evitare di finire in depressione,
mi gratifico e vi faccio partecipi degli effetti
lesivi degli steroidi anabolizzanti sulla salute
del consumatore.

Telarca precoce, ginecomastia, pubertà precoce,
anomalie del ciclo mestruale, diminuzione del
numero degli spermatozoi, diminuzione della
libido, sterilità e malformazioni fetali sono
tutti effetti prodotti dall'uso degli steroidi
anabolizzanti.

L'uso del testosterone e dei suoi
derivati di sintesi incrementa il rischio di
tumori epatici e prostatici.
Gli estrogeni naturali stimolano la
proliferazione cellulare e sono genotossici ed
il DES è un ottimo cancerogeno del quale vi ho
descritto le mirabili proprietà.
NON SI VIVE DI SOLI
STEROIDI ANABOLIZZANTI
La somatotropina bovina viene fornita alle
mucche da latte per incrementare la loro
capacità produttiva.
Il
GH (growth hormon) bovino ricombinante (rBST)
è un prodotto veterinario derivato dalle
biotecnologie che ha la capacità d'incrementare
la produzione di latte se viene somministrato
alle mucche destinate allo scopo. La sua
somministrazione parenterale può generare
pericolosi residui nel muscolo e nel connettivo
sede d'iniezione. All'incremento del livello del
GH consegue una risalita della produzione
epatica dell' IGF-I (Insulin growth factor) o
somatomedina C e della sua proteina legante.
Stesso incremento produttivo si realizza negli
adipociti e nei condrociti.
Il
GH regola l'espressione genica di un gene che
codifica
per una proteina del CYP 450.
La
famiglia CYP2 è deputata allo smaltimento
di diversi farmaci nei bovini. La rBST rallenta
l'attività di questo citocromo (attraverso l'IGF-I)
e così facendo ne ritarda la loro eliminazione
aumentando il livello residuale nel latte e
nella carne. Sembra che incrementi l'incidenza
di mastiti nelle mucche
trattate che richiedono antibiotici in maggior
copia. Antibiotici che vengono smaltiti
lentamente e che persistono a lungo in questi
organismi arrivando più facilmente al
consumatore.
L'uso di questo ormone
consente il passaggio dell'IGF-I nel latte
prodotto in maggior copia.
Esistono almeno
sei membri di proteine circolanti leganti questi
fattori (IGFBPs) ciascuno dei quali svolge un
diverso compito funzionale. Gli effetti
cellulare degli IGF sono mediati da specifici
recettori cellulari (IGF-IR e IGF-IIR).
L'IGF-I potrebbe avere un ruolo come potenziale
carcinogeno.
Ci
sarebbero evidenze sperimentali derivate da
studi epidemiologici che associano l'IGF-I con
il cancro della mammella e della prostata.
Questo fattore possiede effetti, autocrini,
paracrini ed endocrini ed è essenziale nel
periodo fetale e neonatale.
Nelle
cellule fetali stimola l'anabolismo e la
proliferazione cellulare ed è importante nella
ripartizione dei nutrienti tra placente e feto
in favore del quale opera.
Con l'uso
della rBST si ingenera un vantaggio economico
per l'allevatore ma si producono svariati danni
ai consumatori poiché la quota di IGF-I presente
nel latte viene incrementata di un valore
compreso tra il 25 ed il 70%.
In sostanza,
l'uso del GH nelle mucche da latte determina il
suddetto incremento della concentrazione dell'IGF-I
nel latte prodotto dalle stesse mucche. Tale
fattore resiste alla pastorizzazione del
latte ma viene inattivato dai procedimenti cui
sono sottoposti i
latti destinati
all'infanzia.
Ne
consegue che una maggior quantità di IGF-I
arriva al tratto gastrointestinale dei soggetti
che vanno a consumare il latte derivato da
queste mucche sottoposto alla sola
pastorizzazione.
Il rischio
risiede nel fatto che la struttura dell'IGF-I
bovino è identica a quella dell'IGF-I umano.
Fisiologia del IGF-I nel
tratto gastrointestinale. Sul
versante luminale dell'epitelio
gastro-intestinale si localizzano specifici
recettori per l'IGF-I. l'espressione di tali
recettori declina parallelamente col progredire
della differenziazione cellulare.
Esistono convincenti evidenze che l'IGF-I ed
altri fattori di crescita presenti nel latte
rivestano un ruolo importante nella crescita e
differenziazione del tratto gastrointestinale
poiché sono capaci di raggiungere i relativi
recettori in forma biologicamente attiva.
È ipotizzabile l'esistenza
di un efficiente meccanismo di trasporto
transmucosale capace di apportare all'intero
organismo i fattori di crescita pervenuti al
tratto gastrointestinale attraverso
l'alimentazione.
Ci sarebbero positive correlazione tra il
consumo di prodotti caseari ed il cancro della
mammella.
Ci sono
altre sostanze nocive nella carne?
Si,
ma insistere significa perdersi
Numerose ed
interessanti notizie si reperiscono in questa
ottima pubblicazione e vi invito a leggerla.
Nella trasmissione della
RAI
"
Porta a Porta" del
16/2/2000, "il politico coi baffi"
affermava che la
nostra carne è elemento sano senza residui
e
veniva smentito immediatamente dall'Ufficiale
dei NAS il quale riferiva
che gli ormoni in causa venivano ritrovati nella
carne da macello anche in Italia.
La stessa cosa è
successa per la diossina a dispetto
dell'evidenza e delle affermazioni dell'Istituto
Superiore di Sanità.
Mi rifiuto di
commentare le precedenti affermazioni ma ritengo
che minimizzare e negare l'evidenza crea più
danni dei tossici presenti negli alimenti.
Non va negato che i cosiddetti esperti
nutrizionali italiani spesso non sono tali nei
fatti.
Ricordate che chi vi deve informare spesso si
occupa solo di disinformare.
Conscio che chi
detiene il potere ha il diritto di affermare
anche il falso o falsificare il vero; non mi
sento di sottrarmi alle mie responsabilità.
In
Italia l'ultima cosa che si viene a sapere è la
verità. |