Essi rappresentano un’alternativa
meno costosa ai metodi di conservazione fisici
(tutti i precedenti) e si possono associare ad essi.
Si possono utilizzare conservanti naturali e/o
artificiali. Si possono addizionare all’alimento il
cloruro di sodio (sale da cucina), il
saccarosio (zucchero comune),
l’olio, l’alcool etilico,
l’aceto, le spezie e le erbe
aromatiche. Si può far fermentare il
prodotto ed ottenere dai ceppi fermentanti acido
lattico, acetico o etilico. Se si decide di
utilizzare i conservanti artificiali si fa ricorso
agli additivi che possono esplicare attività
antiossidante o antimicrobica. Il sale
consente di preparare le salamoie, l’aceto
conserva i sottaceti, l’olio isola l’alimento
dall’aria, il saccarosio è utilizzato per la
preparazione delle marmellate, conditi e gelatine di
frutta.
Fumo
Naturalmente, non vi parlo del
fumo della sigaretta ma del fumo prodotto per il
processo di affumicamento. Il fumo esplica azione
antisettica ed è abbastanza utilizzato per produrre
prodotti dal caratteristico sapore, colore ed aroma.
Pensate ai salumi ed al salmone affumicati e provate
ad immaginare cosa mai potrebbero essere questi due
prodotti senza l’affumicamento.
Tuttavia, palato a parte, il fumo
veicola un rischio per la salute che va
semplicemente non ignorato.
Dalla combustione incompleta
della segatura o dei trucioli (derivati da faggio,
castagno o quercia), si producono calore e fumo che
vanno ad impattare con l’alimento oggetto di
specifico trattamento. Il fumo è composto da una
fase gassosa ricca di sostanze volatili (aldeide
formica, fenolo, acedo acetico, alcool etilico ed
acidi organici) e da una fase solida che alberga
spiacevoli composti quali gli idrocarburi aromatici
policiclici dotati di potere cancerogenetico. La
temperatura concorre a bonificare l’alimento, ma
l’azione antisettica è essenzialmente svolta
dall’aldeide formica che penetra con facilità nel
prodotto, dai derivati del guaiacolo e pirogallolo
(è anche un antiossidante). Il fumo stesso produce
un ambiente riducente che rafforza il resto
dell’azione antisettica.
In definitiva, il vero
inconveniente è rappresentato dalla presenza del
benzopirene che è un cancerogeno quando
viene metabolizzato in sede epatica come vi ho detto
altrove.
Comunque, con opportuni
generatori di fumo, con temperature sotto i 400°C e
con le opportune filtrazioni, condensazioni e
ridistillazioni si riduce la quantità di idrocarburi
aromatici policiclici prodotti e quindi assorbiti
dall’alimento.
la chimica non si è qui esaurita; continueremo in
seguito