Alcune fonti di
contaminazione le abbiamo appena discusse;
tuttavia, non va dimenticato che alla sterilità
interna dei tessuti si contrappone
drammaticamente una contaminazione più o meno
marcata della superficie dell’alimento che è pur
sempre un tessuto animale o vegetale. Per cui,
il prodotto può veicolare i contaminanti ancor
prima di essere raccolto, si può contaminare
appena viene trattato e/od in seguito
all’iniziale manipolazione come si può
contaminare nelle trasformazioni e/o
conservazioni successive con altri e diversi
inquinanti. Se non ci credete vi posso dire che
l’interno di un uovo appena deposto non contiene
microrganismi, tuttavia, col passar del tempo
essi penetrano oltrepassando il guscio e la
membrana testacea.
Dagli stessi macchinari ed
utensili impiegati nella filiera alimentare
derivano delle contaminazioni che possono essere
contenute od esasperate e ciò sta in relazione
alla bontà tecnologica ed alla coscienza e
professionalità delle maestranze addette a
queste operazioni.
Gli stessi prodotti
utilizzati per la pulizia possono apportare
inquinanti se le operazioni di pulizia e
lavaggio post-pulizia non sono adeguati e mirati
alle situazioni contingenti operanti in quel
dato settore della filiera.
A dispetto di tutte queste
insidie, gli
alimenti di buona qualità devono presentare una
contaminazione da specie saprofite ridotta al
minimo a cui si deve associare l’assenza di
quelle patogene.