Gli
alimenti si alterano per cause biologiche
e fisico-chimiche.
Spesso questi due gruppi di cause
si concatenano e producono un deterioramento delle
derrate alimentari e dei cibi con velocità variabile
ma con inesorabile progressione. Tra le cause
biologiche vanno ricordate le attività enzimatiche
riferibili agli enzimi presenti nello stesso
alimento alle quali si possono variamente associare
le attività enzimatiche di pertinenza microbica
apportate dalla colonizzazione microbiologica
dell’alimento in causa.
Tra le cause di deterioramento
fisico-chimico troviamo l’attività dell’ossigeno, le
radiazioni, il calore e le variazioni del contenuto
idrico.
Cause
biologiche
Gli alimenti di origine animale o
vegetale non sono altro che organismi o parti di
essi o loro prodotti. Come tali conservano
l’originale patrimonio enzimatico che si mette in
attività incontrollata dopo la morte dell’organismo
che li veicola. Basta come esempio il corredo
enzimatico lisosomiale che è capace di digerire
un’ampia varietà di molecole biologiche. Tale
attività culmina nell’autodigestione cellulare.
I microrganismi non stanno certo
a guardare considerato che la gran parte delle
derrate alimentari rappresenta, per loro, un idoneo
mezzo di coltura che li sostenta poiché ricca fonte
di svariati composti organici idonei a garantire la
loro crescita e sviluppo. Utilizzando molti composti
presenti nell’alimento aggredito inevitabilmente lo
alterano compromettendo la sua salubrità, le sue
caratteristiche organolettiche ed il suo valore
nutritivo.
È pleonastico ricordare che se un
alimento è contaminato da microrganismi patogeni può
diventare veicolo di svariate malattie infettive o
causa di tossinfezioni indipendentemente se essi
sono ospitati semplicemente dal cibo o se da esso
traggano linfa vitale per la loro attività
riproduttiva.
Non va nemmeno dimenticato che
qualsiasi alimento alterato a causa di eventuali
fenomeni decompositivi, riferibili alla normale
flora saprofita, provoca disturbi intestinali dalla
tossicità variabile.
Le modificazioni chimiche e
strutturali che conseguono all’attività enzimatica
microbica producono alterazioni più o meno profonde
delle caratteristiche organolettiche dello stesso
alimento che viene a perdere il suo odore
caratteristico, il suo normale aspetto, il suo
sapore e la sua caratteristica compattezza.
Cause fisico-chimiche
L’attacco diretto operato
dall’ossigeno è capace di determinare
l’irrancidimento dei cibi ricchi di lipidi insaturi,
l’inattivazione di svariate vitamine e la perdita
del caratteristico aroma. Per non parlare dei
radicali liberi prodotti in alimenti aggrediti in
questo modo della cui lesività vi ho avvisati in
altra parte del libro.
La luce ed i raggi UV innescano
reazioni radicaliche a catena che irrancidiscono il
prodotto e decurtano il caratteristico bagaglio
vitaminico.
Il calore e le variazioni del
contenuto idrico incidono variamente sulla qualità
degli alimenti potendo favorire, anche, l’eventuale
sviluppo di germi capaci di crescere e moltiplicarsi
a determinate condizioni d’umidità.