queste comunicazioni sono state inviate ad un
famosissimo giornalista televisivo mentre si
occupava di uranio impoverito.
questo bravo signore non
mi ha degnato della benché minima risposta.
eravamo nel periodo
dell'intervento Nato sulla Serbia.
È veramente tutta
colpa dell’uranio impoverito?
Avrei voluto non sentire
quello che ci viene propinato da qualche
settimana; tuttavia chi sente può anche pensare
di parlare se ha qualcosa da dire.
Tra "missili all’uranio
impoverito" e polveri radioattive, tra
morti innocenti e ciniche affermazioni
politiche, tra odi tribali e guerre sporche, tra
informazione e disinformazione; la verità non
può venire a galla. Quello che è certo è che:
non sono signori i serbi e non
lo sono le forze alleate.
È possibile che dispositivi e
materiali radioattivi siano stati persi o
danneggiati o volutamente dispersi allo scopo di
completare la "nobile pulizia etnica".
Solo in Croazia sono stati persi,
durante il conflitto del 1995, 25
dispositivi medici contenenti cesio radioattivo
e non sono stati ancora ritrovati e,
verosimilmente, altro materiale radioattivo ha
contaminato i paesi vicino a noi e noi stessi
potremmo essere contaminati attraverso i
soggiorni in quelle aree, l’inquinamento
atmosferico, gli scambi commerciali e le
importazioni delle derrate alimentari. Il
problema radioattività verrà negato e
sottovalutato dagli uomini politici poiché tutte
le situazioni incontrollabili devono essere
immediatamente seppellite.
È certo che vicino a noi è
stato creato un grave problema d’inquinamento,
non esclusivamente radiattivo, la cui
responsabilità va ascritta a serbi e forze
alleate.
Certamente, la verità non
emergerà mai e le responsabilità politiche sono
rilevanti poiché non è possibile bendarsi gli
occhi fino ad un certo momento e togliersi la
benda a colpi d’arma da fuoco. Sembra fuori
luogo, per un nutrizionista come me, occuparsi
di politica militare; tuttavia, l’attività
bellica crea inquinamento ambientale e
le spese dell’inquinamento dobbiamo sostenerle
assieme ai nostri figli.
Io mi sono fatto un’opinione
che vi esprimerò solo dopo che vi avrò riferito
quanto segue.
Lo
ione uranile, se ingerito,
viene rapidamente assorbito dal canale
alimentare. Per poter essere ingerito e
necessario che sia presente nella catena
alimentare e/o nell’acqua o che vada a
contaminare qualsiasi materiale che contrae
rapporti col cibo consumato. Se la
contaminazione riguarda la catena alimentare e
l’acqua consumata, anche le popolazioni locali
saranno esposte al medesimo rischio. Se così non
è, e forse così non è, le malattie tumorali dei
soldati impiegati nei balcani vengono innescate
da altri fattori, che ci sono sconosciuti, ma,
verosimilmente, correlati all’uso di
diverse sostanze chimiche dall’elevato potere
cancerogeno che possono esaltarsi in un
contesto carico di radioattività di
produzione bellica.
Ritornando allo ione uranile,
il 60% della quota assorbita viene eliminata
in 24 ore con le urine e circa il 25% va
in deposito nel tessuto osseo. Tale ione è
solubile ed assieme ad altri composti solubili
dell’uranio è in grado di produrre un severo
danno renale che può essere fatale in brevissimo
tempo. Se cosi stanno le cose, e stanno proprio
così, basta valutare la funzionalità renale o
praticare delle biopsie renali e
ricercare lo ione uranile
nei lisosomi poiché è lì che si concentra.
Tale conoscenza consente di ricercare sulle
truppe le eventuali disfunzioni renali e
controllare in modo approfondito tali soggetti.
Pare che livelli contenuti
d’esposizione sono ben tollerati per periodi
prolungati.
Se vengono inalati dei sali
insolubili dell’uranio, essi vengono ritenuti
nei polmoni e in questa sede producono una serie
di danni. A cani, ratti e
scimmie si sono fatte inalare delle polveri
di diossido d’uranio per periodi di tempo
abbastanza lunghi (5 anni negli animali più
longevi) senza che si sia potuto dimostrare
qualsiasi effetto tossico o cancerogeno. La dose
utilizzata era di 5 mg di uranio/metro
cubo d’aria.
Credevate che l’uranio fosse molto più cattivo
dell’uomo?
Poiché si deve passare da
sorpresa a sconcerto, non intendo deludervi.
Nella città di Kutina, in Croazia, esiste un
impianto petrolifero che è stato attaccato
pesantemente e ripetutamente dai serbi durante
il conflitto serbo-croato negli anni che vanno
dal 1993 al 1995. Ufficialmente, la fabbrica
produceva fertilizzanti, scheletri
carboniosi (ricordatevi che moltissimi
cancerogeni chimici
sono molecole di sintesi
industriale e che la materia prima da
cui derivano è il petrolio) ed altri derivati
del petrolio. Oli pesanti ed acidi
inorganici erano prodotti e depositati in
questo stabilimento oggetto delle "morbose
attenzioni serbe".
I depositi di carburante
siti nelle città di Osiek, Sisak e Karlovac
sono stati attaccati dalle forze serbe e dalle
milizie paramilitari ed il contenuto è stato
disperso nell’ambiente (non dimenticate che si
tratta di milioni di ettolitri d’idrocarburi
aromatici con potenzialità cancerogenetica).
La meticolosità e la tenacia serba ha distrutto,
a più riprese, 38 depositi posti
nella raffineria croata di Sisak. Si è ottenuta
la contaminazione delle falde freatiche, della
catena alimentare e del suolo. Poiché al
danno bisogna aggiungere danno, per
spegnere quest’incendi venivano usati i
ritardanti che notoriamente sono ricchi
di PCB.
Ora,
attorno a Sisak i PCB fanno compagnia ad altri
cancerogeni chimici.
In quei paraggi sono stati
riscontrate forti concentrazioni di PCB
nell’acqua, nel suolo e nella polvere.
Durante il conflitto
bosniaco, i serbi hanno usato armi chimiche e
nella città di Mostar c’era una fabbrica che
produceva prodotti chimici che sono stati
utilizzati dai serbi durante quel conflitto.
Poiché non è tutto, vi devo ricordare che esiste
una forte e diffusa contaminazione da parte di
metalli pesanti
dispersi nelle aree dei vari conflitti
dalle forze armate.
Credo che si possa concludere
con questa ipotesi:
ad
uccidere i soldati è l’imponente inquinamento
chimico dei balcani.
Se i serbi non sono
dei signori, altrettanto si può dire della
NATO che ha bombardato le fabbriche dei
pesticidi in Serbia disperdendo ingentissime
quantità di veleni dall’elevato potere
cancerogeno. Non è sicuramente irrilevante
il fatto che sono
state sconsigliate gravidanze per almeno due
anni alle donne serbe e che alle gravide veniva
vivamente consigliato l’aborto.
Non potrà mai essere affermato
che si sono usate armi chimiche anche se non è
facile ammettere di aver bombardato le industrie
chimiche che, in ultima analisi producevano "potenziali
armi chimiche".
Non dimenticate: la qualità
della vita terrena è direttamente correlata alle
malefatte "dell’homo calamitosus" recente od
appena defunto.